Al Palazzo Roverella di Rovigo una mostra dedicata alle giostre

La giostra viene rappresentata in tutte le sue sfaccettature, in fotografie, pitture, grafiche, ma anche nelle sue forme di piccoli giocattoli e modellini.

Dal 23 marzo al 30 giugno 2019, il Palazzo Roverella di Rovigo presenta Giostre! Storie, immagini, giochi, una mostra completamente dedicata alla fantasiosa iconografia delle giostre. Sfaccettata e divertente, ma anche pensosa, vuole suscitare nel pubblico un vero e proprio effetto-giostra, tra il gioco più semplice e genuino che rimanda all’infanzia e la riflessione sulla vita, sul tempo che passa, sul mondo che gira, sul destino.

A proporla è la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo insieme al Comune di Rovigo e all’Accademia dei Concordi, per la cura di Roberta Valtorta, con la collaborazione di Mario Finazzi per il percorso riservato alla pittura.

Giampietro Agostini, Milano - 1995 - Piazza Del Duomo © Giampietro Agostini
Giampietro Agostini, Milano – 1995 – Piazza Del Duomo © Giampietro Agostini

«Il Polesine – anticipa il Presidente della Fondazione Gilberto Muraro –, è da sempre terra di giostre e giostrai. Qui, e in particolare nel territorio di Bergantino, vengono realizzate giostre destinate ai parchi di divertimento e agli spettacoli viaggianti di tutto il mondo. Ed è con il Museo della Giostra e dello Spettacolo Popolare di Bergantino che questa nostra mostra idealmente si coniuga in un’unione complementare: il Museo indaga il passato di una grande tradizione, mentre la mostra legge il tema della giostra in chiave soprattutto sociale, affidandosi a grandi fotografi e a grandi artisti che l’hanno declinato nelle loro opere».

In mostra, infatti, vengono proposte immagini di giostre grandi e piccole, così come sono state raffigurate soprattutto in fotografia, ma anche in pittura, grafica, nei numerosissimi giocattoli, nei modellini, fino ai carillon. Presenti in mostra anche “pezzi” di antiche giostre come organi e cavalli di legno.
La struttura della giostra è stata infatti ampiamente rappresentata in mille forme di giocattoli meccanici per bambini, ma anche per adulti: talvolta carillon, talvolta orologi e soprammobili, divenuti nel tempo oggetto di collezionismo.

Aeroplano con Hangar S13, 1921, latta litografata e scatola di cartone litografata, Vicenza Pinacoteca Civica
Aeroplano con Hangar S13, 1921, latta litografata e scatola di cartone litografata, Vicenza Pinacoteca Civica

La storia della giostra è rappresentata un lungo percorso che parte da un antichissimo mondo legato alla terra, passa attraverso i giochi di simulazione della lotta e della guerra e si sposta nel dominio del divertimento infantile più semplice e incantato, consistente nel girare in tondo in immaginarie ripetitive cavalcate.

Questa circolarità che sta alla base del movimento della giostra ha una straordinaria valenza simbolica poiché allude a chronos, il tempo più antico precristiano immaginato dagli uomini come tempo circolare che ritorna (il tempo delle stagioni dell’anno); al ruotare dei pianeti intorno al sole e in senso più allargato all’immensità del cosmo; alla perfezione della figura geometrica del cerchio, la forma a cui tendono molti elementi presenti in natura.

La congiunzione tra il girare in tondo e la presenza di animali e di vetture suggerisce poi l’idea di viaggio, un viaggio che continua sempre e torna su se stesso.

Mario Giacomelli, Per poesie, fine anni Sessanta ©Archivio Mario Giacomelli - Rita Giacomelli
Mario Giacomelli, Per poesie, fine anni Sessanta ©Archivio Mario Giacomelli – Rita Giacomelli

La giostra dunque, nella sua struttura semplice ma tendente alla completezza, quasi all’assolutezza, indica il tempo che passa, la vita che procede, la certezza delle cose che si ripetono, la voglia di un divertimento elementare, il sorriso, l’infanzia, il sogno, infine, e un sottile sentimento del destino legato a un movimento continuo e inesorabile, anche suggerito dalla musica.

Per questa ricchezza di significati, per le forme e i colori che nel tempo l’hanno caratterizzata e la caratterizzano anche nella contemporaneità (oggi le giostre, tra metalli e plastiche, hanno un forte aspetto tecnologico), l’iconografia della giostra si è ampiamente sviluppata in tutte le arti.

Bruno Barbey, Car ride at a children's amusement park during the Fete dela Renovation at Libreville, 1984© Brunobarbey: Magnum Photos, Paris
Bruno Barbey, Car ride at a children’s amusement park during the Fete dela Renovation at Libreville, 1984© Brunobarbey: Magnum Photos, Paris

L’ampia sezione di fotografie della mostra di Rovigo comprende opere di più di sessanta importanti fotografi dall’Ottocento a oggi. Tra questi, le immagini ottocentesche di Celestino Degoix e di Arnoux; quella della Parigi dell’inizio del Novecento di Eugène Atget e dei Frères Seeberger; le fotografie degli anni Quaranta-Sessanta di Henri Cartier Bresson, Mario Cattaneo, Cesare Colombo, Bruce Davidson, Robert Doisneau, Eliot Erwitt, Izis, Mario Giacomelli, Paolo Monti, Willy Ronis, Lamberto Vitali, David Seymour; per l’epoca contemporanea, le immagini di Bruno Barbey, Gabriele Basilico, Olivo Barbieri, John Batho, René Burri, Stefano Cerio, Raymond Depardon, Luigi Ghirri, Paolo Gioli, Guido Guidi, Jitka Hanzlovà, Guy Le Querrec, Raffaela Mariniello, Bernard Plossu, Pietro Privitera, Francesco Radino, Ferdinando Scianna.

La mostra è arricchita da una selezione di importanti opere pittoriche, tra cui Valerio Berruti, Paolo Ventura, Giacomo Balla, Massimo Campigli, e da manifesti di fiere di paese e sagre popolari. Importante l’installazione dell’artista contemporanea Stephen Wilks Donkey Roundabout e il film di Adriano Sforza Jodi delle giostre, vincitore del David di Donatello 2011.

Bernard Plossu, Lisbona, 1988 ©Photo Bernard Plossu
Bernard Plossu, Lisbona, 1988 ©Photo Bernard Plossu

La mostra si avvale della collaborazione con il Museo Storico della Giostra e dello Spettacolo Popolare di Bergantino-Rovigo.

Foto in alto: Luigi Ghirri, Scandiano, 1981 ©Eredi Luigi Ghirri.

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