Al Castello Visconteo di Pavia omaggio alla misteriosa Vivian Maier

Nelle scuderie del Castello, più di 100 fotografie, in bianco e nero e a colori, per descrivere l’artista che realizzò migliaia di immagini senza mai mostrarle a nessuno.

Dal 9 febbraio al 5 maggio 2019, le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia rendono omaggio a Vivian Maier (1926-2009), una delle più singolari e misteriose figure di artista, la ‘bambinaia-fotografa’, recentemente ritrovata e definita una delle massime esponenti della  street photography.

La rassegna, curata da Anne Morin e da Piero Francesco Pozzi, è promossa dalla Fondazione Teatro Fraschini e dal Comune di Pavia – Settore Cultura, Turismo, Istruzione, Politiche giovanili, prodotta e organizzata da ViDi, in collaborazione con diChroma photography, John Maloof Collection, Howard Greenberg Gallery, New York.

Il percorso espositivo propone un racconto per immagini, composto da più di cento fotografie, molte in bianco e nero e alcune a colori, oltre che da una serie di pellicole super 8 mm, in grado di descrivere Vivian Maier da vicino, lasciando che siano le opere stesse a sottolineare gli aspetti più intimi e personali della produzione dell’artista che, mentre era in vita, ha realizzato un numero impressionante di fotografie senza farle mai vedere a nessuno, come se volesse conservarle gelosamente per se stessa.

Vivian Maier, Untitled, Chicago, IL, August 1976 © Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY
Vivian Maier, Untitled, Chicago, IL, August 1976 © Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY

Vivian Maier nasce a New York l’1 febbraio 1926, ma trascorre la prima parte della sua vita in Francia, dove comincia a scattare le prime fotografie con una piccola e modesta Kodak Brownie. Nel 1951 ritorna negli Stati Uniti, e inizia a lavorare come tata per le famiglie benestanti della Grande Mela. Questo sarà il lavoro che la accompagnerà per tutta la vita, durante la quale non si sposerà mai né avrà figli.

La fotografia diventa una vera e propria passione, parte fondamentale della vita dell’artista, che non uscirà mai di casa senza la sua Rolleiflex. L’azione stessa dello scattare diventa più importante che vederne i risultati, tanto che molti rullini della fotografa non verranno mai sviluppati.

Tra la fine degli anni Novanta e il nuovo millennio, la Maier va incontro a difficoltà economiche, tanto che i suoi negativi saranno messi all’asta a causa di mancati pagamenti alla compagnia che li immagazzinava. Nel 2008 a causa di un incidente sul ghiaccio dove batté la testa, fu ricoverata. Nonostante le cure dei Gensburg, fratelli cui aveva fatto la bambinaia per molti anni a Chicago, morì il 21 aprile 2009.

Vivian Maier, New York Public Library, New York, c. 1952 ©Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY
Vivian Maier, New York Public Library, New York, c. 1952 ©Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY

Dopo la sua scomparsa, l’agente immobiliare John Maloof, affascinato dalla misteriosa fotografa, comprò all’asta 120 mila negativi di Vivian Maier, e grazie alla sua sensibilità le sue foto divennero celebri in tutto il mondo.

Nelle foto dell’artista, vediamo ritratte le strade di New York e Chicago, i suoi abitanti, i bambini, gli animali, gli oggetti abbandonati, i graffiti, i giornali e tutto ciò che le scorre davanti agli occhi. Il suo lavoro mostra il bisogno di salvare la “realtà” delle cose trovate nei bidoni della spazzatura o buttate sul marciapiede. Pur lavorando nei quartieri borghesi, dai suoi scatti emerge un certo fascino verso ciò che è lasciato da parte, essere umano o no, e un’affinità emotiva nei confronti di chi lotta per rimanere a galla. Celebri anche i suoi autoritratti, in cui Vivian Maier si vedeva riflessa in uno specchio o in una vetrina, e si presentava a quel pubblico che non ha mai avuto la possibilità di incontrare di persona.

L’esposizione offre quindi, la possibilità di scoprire una straordinaria fotografa che con le sue immagini profonde e mai banali racconta uno spaccato originale sulla vita americana della seconda metà del XX secolo.

Vivian Maier, Untitled, 1954, New York ©Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY
Vivian Maier, Untitled, 1954, New York ©Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY

Per tutta la durata della mostra una serie di incontri ed eventi permetteranno ai visitatori di approfondire l’opera di Vivian Maier e la storia della fotografia.

Foto in alto: Vivian Maier, Self-Portrait, Undated, 40×50 cm(16×20 inch.) , © Vivian Maier: Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

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